domenica 24 ottobre 2010

occhi bestiali


Vi siete mai chiesti in che modo vedono gli animali?
no?allora ve lo dico io:
Andate su questo sito
--->Viste da animali <---

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Copiato da focus:

Come vedono gli animali? La domanda non è banale: se da un lato tutti possiedono occhi, dai mammiferi agli invertebrati (persino le meduse dispongono di cellule sensibili alla luce), dall’altro ciascun animale percepisce in modo differente ciò che lo circonda.

La talpa vede bene solo da vicino e nel buio della sua tana sotterranea, i cani non riconoscono i colori ma vedono meglio in penombra, mucche e bovini vedono come l’uomo ma non distinguono il rosso, gli insetti non distinguono le forme ma vedono un maggior numero di immagini fisse al secondo (circa 200 rispetto alle 18 dell’uomo: per questo un movimento che a noi sembra rapido per una mosca è come se fosse al rallentatore), mentre i serpenti vedono annebbiato ma riescono a distinguere le prede a sangue caldo mediante speciali recettori termici. Guarda che effetto fa vedere il mondo con gli occhi degli animali.

Anche se la funzione della vista è la stessa per tutti (procurarsi il cibo e sopravvivere ai pericoli), gli occhi hanno strutture differenti, sviluppatesi nel corso del processo evolutivo per meglio rispondere alle specifiche esigenze delle singole specie. L’occhio dei vertebrati, per esempio, è simile a una telecamera: l’obiettivo (cornea e cristallino) consente la cattura delle immagini e la messa a fuoco, che poi vengono proiettate sulle parti sensibili (retina). Le cellule sensibili alla luce presenti nella retina (denominate coni e bastoncelli) consentono di distinguere i colori e i dettagli (se vuoi saperne di più su coni e bastoncelli degli clicca qui.) La prevalenza di coni o bastoncelli determina una miglior vista di giorno (come per l’uomo) piuttosto che di notte. È il caso di cani e lupi che, possedendo una retina ricchissima di bastoncelli, vedono meglio al crepuscolo e di notte, momento in cui cacciano.

Le aquile invece vedono ad altissima risoluzione: puntano la preda da lontano, grazie a un'area della retina, la fovea, dove le cellule della visione sono molto concentrate e che funziona come teleobiettivo, ingrandendo l'immagine anche di 2,5 volte. In quella dell'aquila ci sono un milione di coni fotorecettori per millimetro quadrato, contro i 200 mila dell'uomo.

Dall’alto del cielo a sotto il mare: come vedono gli animali sott’acqua? Alcuni pesci vedono un mondo più colorato rispetto a noi in quanto riescono a distinguere ben dodici differenti colori (compreso l’ultravioletto), mentre l’uomo solo il rosso, il verde e il blu. Molti pesci dispongono addirittura di due retine, una che riceve i segnali luminosi provenienti dall’acqua e l’altra i segnali che arrivano dall’aria. Balene e delfini, invece, non riescono a vedere il mare blu come noi in quanto non dispongono del pigmento necessario per distinguere questo colore.
E chi invece in acqua entra solo per cacciare? Dipende. Alcuni uccelli come i pellicani e le sterne non vedono sott’acqua: dopo aver individuato la preda dall’altro si tuffano alla cieca. Cormorani e anatre, al contrario, possiedono un cristallino eccezionalmente elastico che, mosso dal muscolo ciliare, consente di mettere a fuoco le immagini anche sott’acqua. Ancora diversa la vista dei pinguini: la loro cornea pressoché piatta non modifica la capacità di visione fra aria e acqua.


domenica 17 ottobre 2010

Sprytna plastelina

Guardate:sprytna plastelina ^____^
Mitica!osservate il video!

Plonster

Gli adoro sti cosi:






Eccone altri qui

martedì 12 ottobre 2010

Perchè Teddy bear?


È risaputo che il nome Teddy Bear venga da un episodio accaduto al Presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt, soprannominato "Teddy", che come passatempo andava a caccia grossa. Nel 1902, durante una battuta di caccia all'orso lungo il fiume Mississippi, Roosevelt si rifiutò di sparare a un cucciolo di orso bruno della Louisiana. Il cucciolo era stato braccato dai cani e legato a un albero dagli assistenti del presidente, pronto per essere ucciso. Roosevelt si indignò, dicendo che sparare a un orso in quelle condizioni non sarebbe stato sportivo, e ordinò che l'animale fosse liberato. La scelta di Roosevelt fu particolarmente apprezzata perché in quella battuta di caccia (come pare accadesse spesso al presidente) lui non riuscì poi ad abbattere nessun orso, tornandosene a casa senza alcun trofeo.

La notizia giunse ai quotidiani, che soprannominarono l'orso "Teddy Bear". Il giorno successivo (il 16 novembre), il disegnatore satirico Clifford K. BerrymanWashington Post una vignetta che mostrava Roosevelt nell'atto di volgere le spalle all'orsetto legato con un gesto di rifiuto. La didascalia "drawing the line in Mississippi" ("stabilire un confine sul Mississippi") metteva in relazione l'accaduto con una disputa territoriale in corso all'epoca fra Louisiana e lo stato del Mississippi. pubblicò sulla prima pagina del

I lettori si innamorarono dell'orsetto della vignetta, e in seguito Berryman inserì immagini di orsetti in molti dei suoi disegni. Gradualmente, gli orsetti di Berryman divennero sempre più "piccoli, rotondi e carini", contribuendo a creare lo stereotipo dell'orsacchiotto. Il 29 dicembre, lo stesso Roosevelt scrisse a Berryman dicendo "abbiamo trovato tutti molto gradevoli i suoi disegni di orsetti".

Sull'onda della popolarità di "Teddy Bear" e degli orsetti di Berryman, il 15 febbraio del 1903 Moris Michtom e sua moglie Rose misero in vetrina due orsetti di pezza nel loro negozio di Brooklyn, con il cartello "Teddy's bears", dicendo che avevano avuto il permesso scritto del presidente di usare quel nome. Il successo fu tale che in seguito i coniugi fondarono una società specializzata nella produzione di orsacchiotti, la Ideal Toy Company.

Nello stesso periodo, Margaret Steiff, proprietaria di una fabbrica di giocattoli in Germania, fu convinta dal nipote Richard a commercializzare orsacchiotti; nel 1903, alla Fiera del Giocattolo di Lipsia, la Steiff vendette 3000 esemplari a un importatore americano. Ancora oggi, la Steiff produce "Teddy Bear" per l'esportazione in tutto il mondo.

Gli orsacchiotti di inizio secolo avevano gli occhi fatti con bottoni, ed erano snodati alle braccia e alle gambe. Quel tipo di giocattolo rimane un classico ed è ancora commercializzato in numerose varianti, oltre a essere stato preso come modello per molti personaggi di grande popolarità (vedi per esempio Winnie the Pooh e Paddington).

Nel 1904, il "Teddy Bear" divenne la mascotte della più fortunata campagna presidenziale di Roosevelt.

"Teddy" rimane un nome molto comune per gli orsetti di pezza, non solo nei paesi di lingua inglese. Fra gli orsi celebri che si chiamano "Teddy" si può ricordare, per esempio, quello di proprietà del personaggio Mr. Bean interpretato dall'attore Rowan Atkinson in una celebre serie di comiche televisive. Si chiamava Teddy anche l'orsacchiotto di Christopher Robin Milne prima di essere ribattezzato Winnie.


Copiato da Wikipedia

l'enciclopedia di casa mia

lunedì 4 ottobre 2010

S.O.S incastrata

*****oggi è successa una cosa alquanto bizzarra*****
Mi sono incastrata.
Eh si, tutte a me! fortuna che alla fine sono riuscita a "scastrarmi"
^_____^
ancora a pensarci mi viene da ridere!!!
XDDD
oltre a sta cretinata niente,ci sentiamo!!!!


venerdì 1 ottobre 2010

Ehi,clicca qui!

Ehi,ciao!oggi sono andata in giro per internet e ho trovato molte cose interessantissime,fra cui questo:Clicca qui per leggere questa cosa interessantissima